Mostra da Rembrandt a Vermeer

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“Da Rembrandt a Vermeer” - Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ‘600

La Fondazione Roma ospita una straordinaria esposizione di 55 opere provenienti dalla Gemäldegalerie di Berlino che rappresentano suddivise per aree tematiche una sintesi della produzione olandese e fiamminga del “secolo d’oro”.

L’Olanda dopo il definitivo riconoscimento dell’indipendenza in seguito alla pace di Vestfalia del 1648, attraversa il suo “secolo d’oro” grazie allo sviluppo delle attività commerciali lungo le rotte transoceaniche gestito dalla Compagnia delle Indie Orientali ed Occidentali. In questo clima di grande ricchezza e prosperità fioriscono anche le arti ed in particolar modo anche i quadri che diventano una merce da vendere ed acquistare (si è calcolato che in un secolo tra Seicento e Settecento furono prodotti oltre 5 milioni di quadri); si crea una nuova committenza rappresentata dalla borghesia cittadina che desidera ornare le proprie dimore con quadri e farsi rappresentare alla stregua dell’aristocrazia europea.

Le opere in mostra ci consentiranno di individuare attraverso i quadri i valori della società olandese protestante e operosa che mostra le proprie case e le proprie terre ma che desidera anche autocelebrarsi attraverso l’arte.

Sono esposte in mostra La famiglia del sindaco di Amsterdam Gillis Valckenier di Metsu (1657), i ritratti di grande formato di Cornelis de Graeff e Catherina de Hoof di Pickenoy (1636), il Ritratto di gentildonna genovese (1621-2) e Tommaso di Carignano Principe di Savoia di Van Dick ma trovano spazio anche il ritratto di Hendrickje Stoffels (1656-7) amante di Rembrandt ed il Ritratto dei figli dell’artista Magdalena e Jan-Baptist (1621-2) di de Vos.

Notevoli anche il Cambiavalute (1627) di Rembrandt, La famiglia dell’arrotino (1653) di ter Borch e scene d’interno come la Ragazza con il filo di perle di Jan Vermeer (1662-5), La madre e la Pesatrice d’oro di de Hooch (1661-3).

Da molti quadri traspaiono modelli da seguire Vecchia che sbuccia la mela di Maes o da evitare come Rissa di giocatori di carte (1664-5) ed il Battesimo del bambino di Steen e L’ammonimento paterno di ter Borch.

Interessante e varia la sezione dei paesaggi: la campagna olonadese come la Veduta di Arnheim (1646) di Van Goyen, la città come nella Piazza Dam ad Amsterdam di van Ruisdael, le atmosfere italiane che traspaiono nel Paesaggio italiano con armenti (1683) di Roos ed infine la veduta esotica del Paesaggio brasiliano con il convento di Igaraçu (1663) di Post.